IL GRANDE COCOMERO

Cinque amici separati da tempo si rivedono per il funerale di uno di loro, stella del rock uccisa dalla droga. L’incontro diventa un’occasione per confrontarsi con il passato, tra comiche recriminazioni e drammatiche rivelazioni, che costringeranno tutti a fare un bilancio della propria vita e della loro amicizia. Il Grande Cocomero si concentra su un momento della vita che segna profondamente le vite di ognuno di noi: l’infanzia. Ricordi, esperienze, traumi, tutto quello che un bambino sperimenta concorre a formare il carattere dell’adulto, e ne influenza la vita in ogni momento, indipendentemente da come questa si è sviluppata. Tutti diventiamo così le fitzgeraldiane barche contro corrente, risospinti senza posa in un passato che non possiamo dimenticare. Il testo omaggia nei nomi e nelle atmosfere i Peanuts e soprattutto il loro autore, Charles M. Schulz, di cui la vicenda narrata potrebbe essere una “biografia di fantasia”, in cui un giovane fumettista rincontra i suoi amici d’infanzia. Il testo analizza la tensione tra passato e presente raccontando le vite da adulti di un gruppo di bambini che si ritrova dopo molti anni, esplorando il loro processo di crescita attraverso successi mancati, amori non corrisposti e inaspettate realizzazioni professionali.

20 giugno

  • Il Grande Cocomero

DAL 31/01 AL 1/02  ORE 21:00 (DOMENICA ORE 16:00) – SALA DELFINO

PaT – Passi Teatrali  presenta:

IL GRANDE COCOMERO di Pier Vittorio Mannucci

Con: Matteo Bertuetti, Matteo Castagna, Gledis Cinque, Simone Fossati, Gloria D’Osvaldo, Saverio Trovato.

Regia: Pier Vittorio Mannucci | Costumi: Monia Manuello

Rassegna stampa

Ennio Trinelli, Gaiaitalia.com – Giugno 2014
Bravi gli attori, tutti. Divertenti. Belli in scena. [...] Sono perfettamente calati nella “verità” della storia, la guidano, vivono, giocano, divertono, animano, recitano, raccontano, sentono, regalano.” “Lo spettacolo scorre che è un piacere.

C. De Leo, Periodico Italiano Magazine – Giugno/Agosto 2014
Uno spettacolo interessante, che offre allo spettatore diversi spunti di riflessione sulle possibilità di intreccio dei rapporti umani. Un plauso agli interpreti bravi a caratterizzare i personaggi e abili a interpretare un testo convincente e senza sbavature. Ingegnoso e innovativo.” “Lo spettacolo ci ha colpito per l’originalità e il talento degli attori” “Lo spettacolo è una piacevolissima allegoria delle aspettative infantili tradite

G. B. Botta, Cronache fingeriane – Giugno 2014
Gli attori in scena, bravi e garbati, a tratti financo cinematografici [...]” “Una messa in scena più che gradevole [...] vista anche l’ottima scrittura

Note di regia
I temi centrali del testo sono la nostalgia per il passato e l’amicizia. I personaggi non sono definiti solo dalle caratteristiche fisiche e psicologiche che posseggono nel presente, ma anche e soprattutto da quello che erano in passato e dai rapporti che li legano. La rappresentazione scenica si concentra dunque su questi aspetti, che vengono enfatizzati a livello di regia, recitazione, scenografia e costumi. In primo luogo, la narrazione fa un largo uso dell’analessi, creando così una commistione fra linguaggio teatrale e linguaggio cinematografico. Il passato dei personaggi viene raccontato attraverso dei flashback, introdotti da un cambio di luce che sottolinea il cambio di momento e luogo dell’azione. I flashback sono soggettivi e indefiniti, ombre che emergono dal passato e che condizionano ancora l’agire dei personaggi e il loro rapportarsi con gli amici. Per questo motivo in scena sono realizzati con una luce soffusa e intima, che scava nelle emozioni dei personaggi oltre che nel loro passato. Questi momenti vengono costruiti come coreografie mute, con solo la musica ad accompagnare le vicende dei personaggi. Ogni coreografia contiene elementi e rimandi incrociati alle altre, sottolineando così le similitudini e le differenze dei personaggi a livello di psicologia e vissuto. Un secondo elemento di grande importanza è il lavoro di preparazione dei personaggi. Gli attori hanno intrapreso un percorso di analisi e introspezione, al fine di costruire un personaggio a tutto tondo, dotato di una psicologia ben precisa e di un passato definito e dettagliato. In questo modo è stato possibile creare una forte differenziazione tra i vari personaggi, sottolineandone le idiosincrasie, le differenze e gli aspetti complementari. Inoltre, il lavoro si è concentrato sulla costruzione delle varie relazioni, esplorandone le radici profonde, consolidate e vive, preesistenti rispetto alla vicenda narrata e necessario punto di partenza per la loro evoluzione. L’importanza del passato viene sottolineata anche dalla scenografia. In scena, oltre a delle sedute e a un tavolo, troviamo solo oggetti legati al morto, convitato di pietra di tutta la vicenda, la cui presenza-assenza è il motivo dell’incontro tra i protagonisti. Il suo pianoforte giocattolo e la sua immagine divengono una sorta di madeleine per i personaggi, innescando quell’ondata di ricordi e quella nostalgia che costituiscono il centro della narrazione. Gli oggetti scenici sono quindi parte della rimembranza collettiva dei protagonisti, divenendo quindi parte costituente della storia al pari dei racconti, dei battibecchi e delle recriminazioni. L’ultimo elemento che concorre a sviluppare la tematica centrale del testo sono i costumi, disegnati come un ibrido tra passato e presente, vestiti da adulti che mantengono elementi degli abiti che i protagonisti indossavano da bambini, simbolo dell’incapacità di crescere e dell’attaccamento, conscio o inconscio, all’infanzia e a ciò che rappresenta.

Biglietti
Intero: 15,00€ | Ridotto: 12,00€ | Convenzioni: 10,00€ | Prevendita Online: maggiorazione 10%

Info e prenotazioni: +39 3335730340 | biglietteria@teatrodelfino.it

Comments are closed.