IO HO VISTO IL CIELO IN TERRA

Quella del viaggio è una struttura narrativa che attraversa i secoli: dall’Odissea alla Divina Commedia, dal Don Quijote al Candide, dai grandi film hollywoodiani sulla conquista del west a quelli della ribellione anni ‘60 (come Easy ryder) – e così via elencando. Il viaggio di San Brandano (di molto precedente alla Divina Commedia di Dante), ha in sé elementi mitologico-pagani tipici delle antiche popolazioni celtiche d’Irlanda, frammisti ad altri propri del primo Medioevo cristiano. Potrebbe parere un orizzonte di riferimenti culturali molto lontani dalla nostra moderna sensibilità, eppure la struttura del viaggio ci cattura, aiutandoci a penetrare e capire la complessità della nostra psiche di uomini moderni, nonché il valore della lotta alla ricerca della “città del sole” - l’utopica società della giustizia, della pace e della fratellanza (percorso declinato in forme sempre nuove dall’uomo anche nell’era moderna).

11 aprile

  • IOHOVISTOILCIELOINTERRA-SCHEDA

Silvano Piccardi presenta: IO HO VISTO IL CIELO IN TERRA ( .. E TUTTO QUESTO VIDI SOTTO IL CIELO.. )

liberamente ispirato alla “Navigatio Sancti Brandani” di anonimo del X secolo

Con: Silvano Piccardi

Regia: Silvano Piccardi | Drammaturgia: Silvano Piccardi  | Scene: Pierluigi Piantanida 

YouTube: Backstage

Note d’ell’autore: Il racconto della Navigatio Sancti Brandani, che dall’Irlanda del V secolo passa attraverso la Francia, per approdare a Genova e Venezia, e poi in Toscana (la versione in volgare italiano è successiva a quella padano-veneta), arriva a noi con un linguaggio che non può non far pensare all’affabulazione, alla comunicazione verbale, ai cantastorie. La mia scelta drammaturgica ha portato alle estreme conseguenze questo tratto, ponendo come io narrante uno dei poveri frati coinvolti da San Brandano alla ricerca del “paradiso in terra”. E diventa così un viaggio iniziatico verso la comprensione della complessità del reale, con tutti i rischi che questa presa di coscienza comporta anche sul piano personale e sociale. Nato come testo a più personaggi, la versione in forma di monologo consente la maggior concentrazione possibile e un ritmo sempre più incalzante, sollecitando al massimo la partecipazione creativa del pubblico nella elaborazione fantastica dei personaggi e dei luoghi. È l’attore l’artefice massimo de “l’illusion comique”: basta un tono, un gesto, un cambio repentino delle relazioni spaziali, perché l’immaginario collettivo trascenda il “qui ed ora”, per essere proiettato nel labirinto di significati e di emozioni verso cui ci conduce… il grande viaggio del teatro.

Info e prenotazioni: +39 3335730340 | info@teatrodelfino.it

 

 

 

 

Comments are closed.